I CHING

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L'I Ching viene anche definito il libro dei mutamenti ed è uno dei più antichi testi oracolari che ci giunge dalla civiltà cinese. Si compone di due sezioni che vengono tramandate come testo unico da almeno due millenni. La sezione dello "jing" è formata da sessantaquattro elementi che rappresentano i cosidetti "esagrammi" raffigurati come vedremo da linee spezzate o chiuse che esprimono il principio dello yin e dello yang. Successivamente nella sezione dello "zhuan" definita anche commentario troviamo la spiegazione degli esagrammi nonchè il risultato oracolare di tali nel loro dettaglio. Tradizionalmente la composizione dei trigrammi per come la conosciamo oggi viene attribuita al re Wu fondatore e regnante della dinastia Zhou (1046 a.C circa). Durante questo periodo nella Cina occidentale si stavano già sviluppando complessi sistemi amministrativi e l'economia prosperava grazie alle tecniche di agricoltura, i primi progetti di ingegneria idraulica e la lavorazione del bronzo. Gran parte dei pensieri e delle invenzioni cinesi le dobbiamo relazionare con i principi di questa filosofia espressa nell'opera in questione. Carl jung ha trovato nell'I Ching gli elementi chiave per definire la sua teoria della sincronicità. Esso affermava che la causalità ovvero la relazione inesorabile di causa - effetto non fosse sufficiente a dimostrare ogni aspetto della realtà che ci circonda. Tradizionalmente noi occidentali tendiamo a definire gli eventi come una consecuzione di effetti legati a delle cause definite da un filo conduttore lineare. Tuttavia ognuno di noi si sarà dovuto confrontare con dei fenomeni che apparentemente non presentassero un legame definito da causalità empirica ma che in un certo qual modo ci apparissero legati da un filo psicologico più subcosciente. Pensiamo ad esempio ad una persona che ad un certo punto pensa ad un amico che non vede e/o sente da molto tempo e pochi secondi dopo riceveuna chiamata proprio da questa persona. Evento che apparentemente potrebbe essere il frutto della casualità di due eventi sincroni ma intimamente sappiamo che non è così. “Utilizzo quindi il concetto generale di sincronicità nel senso specifico di corrispondenza tra due o più eventi senza una relazione causale, e che hanno lo stesso contenuto significativo o un senso simile; e faccio questo attraverso un’opposizione alla nozione di sincronismo che indica soltanto il semplice fatto della simultaneità di due fenomeni”. Carl Gustav Jung. L'I Ching deve essere consultato formulando domande che riguardano la propria posizione individuale riguardo una situazione o una circostanza. Non va interpretato come un libro che svela magicamente il futuro o va a risolvere tutti i nostri problemi senza la compartecipazione attiva della nostra azione. L'I Ching si avvale di tutta la saggezza millennaria cinese e ci permette di individuare la giusta condotta da tenere in relazione ad un fenomenopsciologico e spirituale. Le domande che gli si pongono o ci poniamo che dir si voglia dovrebbero essere del tipo: "che cosa devo fare per..?", "quale comportamento dovrei tenere o la decisione migliore da prendere su ..?" ecc. Durante tutta la consultazione è importante mantenere la mente sgombra dai pensieri e concentrarsi su ciò che vogliamo porre in essere al libro dei mutamenti.

 

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